In questo periodo intorno a me ci sono persone che si stanno separando e, assistendo ai loro stati d'animo, rivivo quello che ho vissuto io e ho pensato di raccontare la mia esperienza per, chissà, forse riuscire ad aiutare un po' chi vive questo terribile evento.
Il mio è stato un matrimonio durato 30 anni fra alti e bassi come tutti i matrimoni e che, sicuramente, era arrivato ad una fase di "noia" insofferenza e dinamiche varie che non capivo ma percepivo perché devo ammettere che si stava male in due.
Quando il mio ex è uscito di casa mi è crollato il mondo addosso.
Il momento peggiore di una separazione è quando il coniuge che viene lasciato realizza che qualcosa si è rotta definitivamente. Fino a quel momento si vive con le fette di prosciutto sugli occhi perché non si vuole accettare che ci sia una crisi in atto, si è convinti che prima o poi finirà e si tornerà alla normalità.
Il grosso, grossissimo errore in questa fase è di non parlarsi, se ci si riuscisse forse si tirerebbero fuori tutti i "non detti" che aiuterebbero ad andare avanti fino a poter ritrovare un equilibrio.
Ma quando uno dei due si chiude la porta alle spalle il vuoto che lascia è spaventoso.
Credo che sia più semplice affrontare la morte che la separazione perché quando uno dei due muore è un dolore definitivo che non può cambiare mentre quando ci si separa il dovere assistere quotidianamente alla vita dell'altro/a diventa una tortura costante e si muore ogni giorno senza che mai si riesca a morire definitivamente.
E lì subentrano tutte le tipiche prime reazioni: prima di tutto si comincia ad odiare il coniuge, lo si vorrebbe vedere morto così forse si riuscirebbe a liberarsene definitivamente, ma siccome non si può ucciderlo allora lo si odia, gli si augura tutto il male possibile, si è felici se ti dicono che sta male, "se lo merita e non è mai abbastanza" . Se poi ci sono figli ecco che scattano le vendette attraverso di loro e questo è assolutamente da evitare anche se è lo sbaglio in cui tutti cadono perché viene istintivo agli inizi parlare male e dare tutta la colpa all'altro.
Io questa fase l'ho superata scrivendo. Mandavo mail cattivissime, mi sfogavo e le leggevo e rileggevo decidendo poi cosa madre e cosa tenere per me e questo mi aiutava in un certo modo a vedermi dal di fuori e cercare di riprendere il controllo della mia vita.
C'è un momento in cui si comincia a sentire dentro di se come se ci fossero due entità: una ti dice....devi vendicarti......l'altra ti dice....smettila, pensa a te e a stare meglio tu, questa negatività ti fa solo male.....
La lotta fra le due è feroce ma se si capisce che la cosa migliore è migliorare la PROPRIA vita, piano piano si riesce a cominciare un processo che ti farà vedere tutto in un modo diverso........
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